lunedì 15 ottobre 2012

Intervista ad Evelyn Storm


Sono felice di ospitare oggi, la giovane illustratrice e scrittrice Evelyn Storm.
Benvenuta, Evelyn!

Evelyn Storm
La prima domanda, suonerà scontata ma la curiosità è femmina… come mai, questo pseudonimo?

Grazie mille “dell'ospitalità”. In quanto alla domanda, ci sono abituata. Cercavo un nome che suonasse più internazionale del mio e che mi ricordasse l'infanzia. Il cartone animato giapponese “Evelyn e la magia di un sogno d'amore” mi è venuto in aiuto. Per il cognome mi sono ispirata alla tempesta, che è qualcosa che arriva e travolge tutto, come vorrei fare con la mia arte. O almeno ci provo. È bastato tradurre il nome in inglese, senza contare altri piccoli dettagli che mi sono venuti in aiuto da una soap opera tedesca e da una band tedesca, in cui la parola storm = tempesta era presente. E questo è quanto. 

Già che ci siamo, ci racconti un po’ di te e di cosa fai, quando non ti occupi di arte?

Diciamo che la mia giornata si divide in tanti piccoli momenti. Di mattina e spesso anche per una buona parte del pomeriggio scrivo. Scrivo racconti per dei concorsi, aggiorno i miei blog, preparo le interviste agli autori, inserisco aforismi, vado avanti nella stesura di vari romanzi ai quali sto lavorando. Poi c'è il momento in cui mi dedico alla casa, ai compiti da far fare a mio figlio e a volte alla figlia più grande e alle altre incombenze quotidiane. E poi di nuovo a scrivere o a leggere.

Hai frequentato il Liceo Classico e poi, un Corso triennale di Illustrazione presso la Scuola del Fumetto. Hai deciso quale strada percorrere, nel tuo futuro artistico?

Sicuramente non abbandonerò né il disegno e né la scrittura. Comunque, parlando del primo, dopo aver illustrato di tutto, ho scelto al momento due strade: le illustrazioni per l'infanzia e quelle fantasy. Questo perché sono due generi che amo e in cui mi ci ritrovo. Le storie d'amore vengono per terze. Voglio quindi tentare di farmi conoscere dalle case editrici e un giorno realizzare dai miei disegni una linea di zaini, diari, astucci, calendari ecc. 

Hai disegnato alcune copertine di libri, vuoi parlarci di qualcuna di queste esperienze in particolare?

Sì, voglio parlarvi della mia collaborazione con lo scrittore Fabio Emanuele. Mi ha contattato lui e mi ha chiesto di realizzare un angelo per il suo libro “My Dream”, in vendita su Amazon. Le regole le ha dettate lui, nel senso che aveva idee molto chiare. Io le ho realizzate e ho apportato diverse modifiche su suo consiglio. Alla fine ha inserito il mio disegno in un suo lavoro di grafica e il risultato ha soddisfatto entrambi. Una volta pronto è stato bello ed emozionante vederlo in vendita o leggere i numerosi commenti che ha/abbiamo ricevuto.

Hai vinto alcuni concorsi con le tue opere, ci racconti qualcosa e dove potremmo vederle, magari, anche su Facebook?

Attualmente sto partecipando ad un contest su Facebook, “Jappo no Gang”, ma i risultati si sapranno solo tra qualche giorno. In passato, sempre grazie a Facebook, ho vinto il secondo premio al concorso “The Leprechaun – Made me draw it”. Ho disegnato un folletto irlandese e ho cercato di renderlo al meglio. Mi è anche capitato di vincere il concorso “Gli acquarelli della vita” di Peg Fly. Si tratta di un racconto ispirato al “Piccolo Principe”. Io ho mandato tre illustrazioni su indicazione della scrittrice Peg Fly e sono stata scelta, seppure non avessi ancora letto il suo racconto. Per finire,  ho vinto con altri due disegnatori la “Scelta del diario” del “Clan Dell'Arte”. In pratica: i nostri tre disegni sono stati scelti per rappresentare la suddetta pagina. Il mio è la coppia medievale. Per vedere almeno due lavori vi posso lasciare i link: 

1

2

So che ti piace molto anche scrivere. Vuoi parlarci anche di questa passione e di come la sviluppi?

Come ho già accennato prima scrivo moltissimo. È una passione innata che ho da sempre. Uno dei miei scopi è arrivare a pubblicare con le grandi case editrici e per far questo sto facendo la classica gavetta. Sto arricchendo il mio curriculum più che posso, sto facendo esperienza tramite diverse collaborazioni e attraverso la partecipazione a svariati concorsi, sto lavorando sodo per  l'uscita imminente del mio romanzo “Grido d'amore – Quando il sogno non basta” (n.d.r. uscito proprio in questi giorni e reperibile online su: BookRepublic, La Feltrinelli, Mediaworld, Hoepli, Amazon, Apple store, Bol, IBS, Ultimabooks, Libreria.rizzoli ma presto pubblicato anche in cartaceo) e alla stesura di altre storie alle quali mi sto saltuariamente dedicando. Ma un mio sogno è anche quello di diventare una vera professionista, magari anche al di fuori dell'Italia. Ci sto provando, ma i passi da fare sono ancora tanti e ci vuole tempo, determinazione, costanza, speranza e un pizzico di fortuna. 

Hai scelto di mostrarci uno dei tuoi disegni, ce lo spieghi?

Sicuramente non l'ho scelto a caso, questo va detto. Il punto è che ho tanti disegni fantasy che si possono vedere anche nel mio sito, ma sull'infanzia no. Sono tutti top secret. Ma ho deciso di farne vedere uno ed ecco perché l'ho scelto. Si tratta di una lumachina molto golosa che si ritrova in un paese fatto di dolci, fiori e fili d'erba. I dolci sono ovunque: budini, mandorle, crostate ecc. L'ho realizzato per una storia che ho in mente. Volevo creare qualcosa di diverso e mi sono basata sulle riviste di cucina per rendere il tutto più credibile. Prima ho realizzato l'illustrazione a mano libera e dopo l'ho migliorata a computer. Spero vi piaccia. :)

Infine, quali sono i tuoi progetti futuri?

Artisticamente parlando, creare nuovi disegni da mostrare alle case editrici e partecipare a nuovi concorsi. Ma non mi dispiacerebbe nemmeno collaborare con qualche rivista e ottenere una pubblicazione sulla/e suddetta/e. Letteralmente parlando invece, sicuramente attendere l'uscita del mio libro di cui ho parlato sopra. Poi, aspettare l'esito dei concorsi ai quali ho partecipato e, in base al risultato, comportarmi di conseguenza. Ultimare le altre storie e cercare nuovi editori free disposti a pubblicarle. E per finire, scrivere una storia che ho in mente da un po'.  Grazie di tutto.

Grazie infinite per essere stata con noi, ti do appuntamento a presto per parlare della realizzazione dei tuoi progetti!
Roxie




(Ricordo a chiunque volesse avere il suo spazio/intervista su questa stessa pagina che mi può scrivere a: info@roxieplace.com)

sabato 13 ottobre 2012

Intervista a Jolanda Buccella


Con piacere, introduciamo oggi la giovane scrittrice Jolanda Buccella.

Benvenuta, Jolanda!

So che oltre alla scrittura, coltivi la passione per la pittura. Vuoi raccontarci cosa ti ispira, quando decidi di dipingere?


Innanzitutto permettimi di ringraziarti per questa possibilità, noi autori emergenti facciamo sempre molta fatica a trovare qualcuno che ci permetta di parlare delle nostre pubblicazioni. E’ vero, oltre alla scrittura, amo moltissimo dipingere e trovo ispirazione in tutto ciò che mi circonda… in un volto dai lineamenti particolarmente interessanti o in un paesaggio che cattura la mia attenzione quasi per caso, magari mentre sono in treno ma la pittura è un semplice hobby che tengo tutto per me nei momenti in cui ho bisogno di staccarmi dal mondo.


Ami moltissimo leggere, soprattutto romanzi latino americani. Come mai, questa predilezione?

Ho cominciato per caso al liceo, quando la mia prof di spagnolo mi diede da tradurre alcuni brani tratti dalla “Casa degli Spiriti” di Isabel Allende, tra me e quel romanzo fu amore a prima vista, così decisi di acquistarne una copia in italiano e da allora non ho più smesso di leggere la Allende, poi ho scoperto anche Gabriel Garcìa Marquèz e tanti altri autori minori che sono ancora sconosciuti al pubblico italiano. 

Come me, sei una tifosa della squadra del Milan. Come vivi la tua passione per il calcio e in particolare, per la tua squadra del cuore? 

Il Milan è una parte fondamentale della mia vita, un pezzo del mio cuore ormai visto che sono tanti anni che lo seguo da tifosa sfegatata insieme a mia sorella Stefania. Cerco di non perdermi mai una partita e quelle poche volte che capita mi sento in colpa come se avessi commesso qualcosa di terribile, il Milan  per me  c’è sempre e prima di qualsiasi altra cosa, perché insieme ad alcuni dei suoi uomini simbolo come Paolo Maldini, Pippo Inzaghi, Rino Gattuso e Sandro Nesta, mi hanno regalato delle gioie e delle soddisfazioni che mi rimarranno per sempre sulla pelle come un tatuaggio indelebile.

Fortuna, il buco delle vite
Nel corso di quest’anno, hai pubblicato il tuo primo romanzo, “Fortuna, il buco delle vite” (Ciesse Edizioni). Ce ne vuoi parlare?

“Fortuna il buco delle vite” è una storia molto forte che mi ha tenuta legata a sé per quasi cinque anni ed è stato molto difficile staccarmene, tanto che quando finalmente ci sono riuscita ho pianto per due giorni di seguito. E’ la storia di una quarantenne che per amore del suo compagno Nadir, un affascinante pediatra ruandese, decide di lasciare l’Italia e di trasferirsi in Ruanda a pochi giorni dall’inizio del genocidio dei tutsi del 1994. Le intricate vicende del destino poi la porteranno a trascorrere i suoi ultimi giorni in un carcere militare, dove ripercorrerà il complicato cammino delle sue vite passate perché, a differenza della maggior parte degli esseri umani, Fortuna è una donna che ha vissuto tre vite completamente diverse e prima di arrivare alla sua identità definitiva, ha prestato il suo volto e le sue emozioni alla piccola J. una bambina con i capelli rossi e una brutta malformazione alla colonna vertebrale e alla fragile Piccoletta, una povera barbona che viveva di espedienti per le strade di Roma. Lungo questo viaggio nel passato ritroverà i volti e le voci delle persone che più ha amato e odiato… il resto toccherà scoprirlo ai lettori.


Se dovessi consigliare di leggere il tuo libro… a quale target di pubblico, soprattutto, ti rivolgeresti e per quale motivo?

Vorrei che lo leggessero soprattutto quelle persone che si nutrono di pregiudizi e che storcono il naso quando per strada vedono una persona che fa fatica a camminare bene o un barbone oppure un uomo o una donna di un colore diverso. Vorrei che la mia “Fortuna” li aiutasse a rendersi conto che in fondo sono loro quelli che hanno un problema serio e preoccupante. 


Abbiamo già parlato delle tue passioni per la pittura e per il Milan… cos’altro ti piace, che cosa occupa il tuo tempo, quando non sei impegnata a scrivere?

Quando non sono impegnata a scrivere leggo tantissimo ma adoro anche cucinare i piatti della mia meravigliosa Campania, come la parmigiana e la pizza, andare al cinema e al teatro. In realtà mi piacerebbe molto anche viaggiare, vorrei trascorrere un Natale magico a New York ma questo non è un periodo particolarmente felice per le mie finanze perciò per il momento non mi resta che sognare.

Progetti per il futuro?

Vorrei continuare a scrivere, sto pensando al mio secondo romanzo e ho già qualche bel personaggio che mi frulla per la testa ma non me la sento ancora di anticipare la trama, perché quando scrivo non ho regole prestabilite e quindi la storia si evolve e cambia continuamente di giorno in giorno fino a quando non decido di metterla definitivamente su carta ma mi piacerebbe molto anche lavorare “dietro le quinte” di una casa editrice, magari nelle vesti di editor e curare una collana al femminile come quella della Newton e Compton di Roma che sta ottenendo un grande successo. Ho già il nome “Fermina”, come la protagonista di “L’amore ai tempi del colera”, uno dei miei romanzi preferiti.

Grazie per aver condiviso il tuo mondo con me e con i miei lettori, appuntamento alla tua prossima pubblicazione e in bocca al lupo per un futuro luminosissimo!
Roxie


(Ricordo a chiunque volesse avere il suo spazio/intervista su questa stessa pagina che mi può scrivere a: info@roxieplace.com)

giovedì 11 ottobre 2012

VoltarePagina: Intervista alla scrittrice Rossana Lozzio

VoltarePagina: Intervista alla scrittrice Rossana Lozzio: Oggi ho il piacere di presentarvi la scrittrice Rossana Lozzio . Abbiamo scambiato due chiacchiere on line, e sono lieta di farla conoscere...

Intervista a Stefano Tomei


Sono lieta di presentarvi oggi, il giovanissimo scrittore Stefano Tomei.

Benvenuto, Stefano!

Stefano Tomei

Ti sei diplomato al Liceo Scientifico Tecnologico e successivamente, ti sei laureato in Scienze Infermieristiche. Sembrerebbe quanto di più distante possa esserci da ciò che definiamo “creatività”. Vuoi spiegarci come si conciliano i tuoi studi con la scelta di dedicarti alla scrittura?

La lettura e successivamente, la scrittura, sono passioni che fin da piccolo ho avuto. Per me è stato naturale cimentarmi nello scrivere, nonostante la mia formazione “scientifica”.

So che svolgi attività di volontariato presso l'oratorio della tua città, come animatore e catechista. M’incuriosisce sapere se hai vissuto situazioni, nell’ambito di questa esperienza, che ti abbiano mai ispirato un racconto o una poesia…

Tutto ciò che mi circonda, tutte le situazioni che vivo e le persone che incontro, sono per me fonte di ispirazione. Ho disseminato il mio libro di personaggi e situazioni che si riferiscono alla mia realtà. È stato molto divertente rappresentarli all’interno di un racconto fantastico e notare come le persone che più mi conoscono riuscivano a cogliere questo o quell’aspetto di me e della mia vita.

So che frequenti anche una compagnia teatrale amatoriale (Le Formiche) e che mettete in scena musical a scopo benefico. Ce ne vuoi parlare?

La compagnia le Formiche da dieci anni ormai mette in scena commedie musicali e altri spettacoli a scopo di beneficienza. Sono numerosi i progetti che hanno aiutato a realizzarsi, con associazioni impegnate su tutti i fronti. Proprio in questo periodo stiamo allestendo uno spettacolo con canzoni e testi per raccogliere fondi da destinare ai terremotati dell’Emilia.


I tre Druidi
Hai recentemente pubblicato il tuo primo romanzo fantasy, "I tre Druidi" (Edizioni Creativa). Di cosa racconta?

Il libro racconta di un ragazzo adolescente, Clark, che, scoperto di avere poteri speciali, viene catapultato su un nuovo, fantastico mondo, Dorpalan. Qui avrà finalmente l’occasione di ricominciare una vita, di riscoprire tutti quei valori come l’amicizia e l’amore che, sulla Terra, non aveva mai conosciuto. Grazie a numerosi personaggi che entreranno nella sua vita fin dal primo momento in cui mette piede su Dorpalan, Clark crescerà e imparerà ad assumersi delle responsabilità che nemmeno pensava di poter sostenere. La scoperta di essere uno degli ultimi tre Druidi presenti su Dorpalan, poi, lo catapulterà all’interno di un gioco fatto di trame nascoste, giochi di potere, duelli e tradimenti, che metteranno a dura prova lui e il suo amore per Elizabeth, la ragazza di cui si innamorerà a prima vista. Un’avventura che, con una sequenza rocambolesca di eventi e scoperte, lo porterà ad essere una persona fondamentale per la sopravvivenza dell’intero mondo di Dorpalan.

A chi suggeriresti di leggerlo e perché?

Suggerisco di leggerlo a chiunque sia appassionato del genere fantasy, a chiunque abbia amato Harry Potter, Il Signore degli Anelli e tutti i romanzi del genere. Ma invito anche tutti quelli che hanno voglia di venire catapultati, anche se solo con la fantasia, in un mondo incantato dove tutto può accadere. Per scordarsi, almeno per un po’, dei problemi della vita di tutti i giorni.

Credi che continuerai su questa strada, quella del Fantasy?

Sì, certamente. “I tre Druidi” è il primo capitolo di una saga, “I Libri di Dorpalan”, che spero prima o poi di portare a termine!

Progetti per il futuro?

Come accennato sopra, conto di riuscire a scrivere il seguito de “I tre Druidi” e di vederlo pubblicato come il primo capitolo. Nel frattempo sono molto impegnato nella promozione del libro, cercando di farmi spazio nel vastissimo mondo dell’editoria. Cosa che non è per niente facile, ma che con tenacia e perseveranza e grazie anche all’aiuto di persone come te, spero che porti qualche frutto!


Link al sito della Casa Editrice

Link alla Pagina su Facebook



Grazie davvero per essere stato con noi e appuntamento alla tua prossima pubblicazione… ci conto!
Roxie






(Ricordo a chiunque volesse avere il suo spazio/intervista su questa stessa pagina che mi può scrivere a: info@roxieplace.com)

mercoledì 10 ottobre 2012

Intervista a Elisabetta Bagli


Sono davvero felice di introdurvi, oggi, l’amica su Facebook Elisabetta Bagli… grandissima poetessa!

Benvenuta, Eli!

Elisabetta Bagli
Comincerei col chiederti… come si vive a Madrid e come ci sei arrivata?

Grazie, Rossana! Vivo a Madrid dal 2002, da quando mi sono sposata con mio marito dopo ben nove anni e mezzo di fidanzamento distribuiti facendola la spola tra L’Italia e la Spagna ed incrementando il fatturato delle linee aeree. Ma appena mio marito ha trovato un lavoro stabile come docente universitario abbiamo deciso di sposarci per realizzare il nosro sogno d’amore. E ora sono mamma felice di due bimbi di nove e sei anni.
Madrid è una città splendida, pulita, grande ed è anche molto comoda. È una città completamente diversa da Roma, molto più metropoli per certe versi, con grande carattere e anima. Condivido in pieno il suo stile di vita. I miei bimbi stanno crescendo vicino al Parque del Retiro, in una delle zone tra le più belle di Madrid, verde e piena di stimoli per la loro esistenza, una zona nella quale si possono far amicizie con famiglie nelle tue stesse condizioni e si possono incontrare artisti, stranieri e nonni in preda al panico che corrono dietro ai nipoti sulle bici. Mi diverto molto a stare qui e penso sia un vero lusso vivere vicino al polmone verde di Madrid. Ma comunque  considero questa città anche molto dispersiva non tanto per le distanze enormi, che pur innegabilmente ci sono, quanto per gli abitanti che sono diversi dagli italiani, anzi io direi dai romani, in genere. I madrileni sono un po’ più chiusi e bisogna conoscerli a fondo prima di poter instaurare con loro un rapporto duraturo. Ma dopo averli conosciuti sono le persone più affabili del mondo. Mi trovo bene qui a Madrid e non potrei vivere in un’altra città che non fosse la capitale spagnola...opppsss... eccetto Roma, naturalmente.

Ti sei laureata in Economia e Commercio, a Roma. Posso chiederti come è nata la tua passione per la scrittura?

La passione per la scrittura è nata molto tardi. In realtà, mi sono sposata che ancora dovevo finire l’Università. Sono sempre stata una studentessa lavoratrice,perché collaboravo presso lostudio commercialista di famiglia. Mi mancavano solo quattro esami alla Laurea e non riuscivo a darli. Mi sentivo incompleta, nonostante la realizzazione dei miei sogni familiari. Un giorno, essendo venuta a conoscenza che il Vecchio Ordinamento al quale ero iscritta veniva modificato e che gli esami che già avevo dato sarebbero andati a monte. Così ho deciso di proseguire gli studi in “tarda età”, nonostante fossi lontana da Roma e con due figli a carico e mi sono laureata. Ma proprio mentre stavo scrivendo la mia tesi di laurea un mio amico al quale chiedevo consigli, mi disse: “Perché non scrivi qualcosa di tuo invece di esprimere i tuoi sentimenti attraverso le parole degli altri?”. Ho raccolto la sua sfida ed ecco com’è scaturita l’idea del mio primo e unico libro, almeno per il momento.

Voce
Nel 2011 hai pubblicato un libro di poesie, “Voce”. Come è nato e quando hai deciso che avresti potuto darlo in pasto ad un pubblico di lettori?

Come ho descritto nella domanda precedente, il mio libro di poesie “Voce” è nato come una sfida con un mio amico e ho deciso di darlo in pasto ai lettori quando ho visto che il sito www.ilmiolibro.it organizzava un concorso per libri di poesie insieme alla Scuola Holden e ho deciso che quello era ilmomento opportuno per tirar fuori un po’ della mia “anima poetica”.


La presentazione del libro “Voce” è stata fatta a Roma, con la partecipazione di Nicoletta Orlandi Posti, giornalista della testata nazionale “Libero”. Che tipo di esperienza è stata, ti va di condividerla con chi non era presente?

Certamente, è un vero piacere poter condividere con voi questa esperienza. Nicoletta è una mia grande amica. Abbiamo trascorso gli anni più formativi della nostra vita insieme, 11 anni di scuola non sono pochi. Poi la vita ci ha separato alle superiori, siamo cresciute e ognuna di noi ha preso la sua strada. A un certo punto la vita ci ha fatto incontrare di nuovo e l’affetto sincero che ci legava è affiorato di nuovo a galla e ci siamo ritrovate adulte, lei giornalista rinmata e famosa e io poetessa alle prime armi. È stato emozionante vivere il momento più bello della mia vita poetica introdotta dalle sue domande, durante la presentazione del libro. Sono stata condotta da una mano sapiente a rivelare cose di me che il pubblico non conosceva e sono stata felice che la vita mi abbia dato questa opportunità di vivere con lei e insieme a tutti i presenti quell’esperienza.

Nel 2012 hai partecipato al Concorso Nazionale indetto dal blog “Occhio della Dea”, con la poesia “Piccola Luce” e ti sei classificata al terzo posto. Cosa significa, per te, prendere parte ad una competizione? Insomma… cosa pensi, in genere, dei Concorsi?

Partecipo ai concorsi perché credo sempre nella trasparenza e nella correttezza di chi li organizza. Non dimentichiamoci che anche io spesso faccio parte dei giudici, ovvero di coloro che sono dall’altra parte della barricata. L’ultimo concorso al quale ho partecipato come giudice è stato il “Primo Concorso Internazionale di poesie- Quelli che a Monteverde”. La premiazione avverrà a Roma il prossimo 21 ottobre alle ore 10.00 di mattina a Villa Pamphili e io sarò presente. Un’esperienza molto bella che mi ha gratificato moltissimo. Consiglio vivamente di parteipare a questi concorsi, purché siano seri, ma prima di tutto consiglio a tutti di scrivere e di continuare a farlo indipendentemente per non perdere ispirazioni e gioie.

Gestisci anche tu un Blog e collabori, scrivendo recensioni e interviste, con i blogs  http://evolutivepress.jimdo.com/, http://ilmondodelloscrittore.wordpress.com/, http://passionelettura.it/ e http://www.edicionyaprendizaje.com. Quali doti consideri sia ragionevole possedere, per scrivere recensioni?

Prima di tutto sensibilità e capacità tecniche che si acquisiscono studiando,naturalmente, ma anche scendendo in campo. Se un libro ti ispira emozioni e senti l’esigenza di esprimerle ben venga e la stessa cosa se non ti esprime altro che noia o ripugnanza e tristezza. Sono dell’opinione che per scrivere una buona recensione bisogna distaccarsi dall’autore e scrivere la propria verità senza condizionamenti.

Non paga delle tante cose di cui ti occupi, hai partecipato in qualità di giurata al Concorso internazionale di Poesia-Premio Erica Angelini “Libera espressione”. Come hai vissuto la responsabilità di giudicare opere dei tuoi colleghi?

È stata un’esperienza meravigliosa alla quale hanno partecipato poeti, conoscenti e non, che non è stato per nulla facile dover giudicare. Nel momento in cui ti trovi di fronte a una poesia devi poter essere “asettico” e valutare esclusivamente lo scritto che ti arriva, sia per quanto concerne l’aspetto emozionale, sia per ciò che concerne l’aspetto tecnico. Come per le recensioni, è necessario essere veri e poter esprimere la propria verità nelmomento in cui si effettua una valutazione È una responsabilità notevole giudicare gli altri poeti, emergenti come te, perché sai che una semplice parola nel tuo giudizio o un voto dato possono creare notevoli scompensi nei fragili equilibri del mondo dello scrittore in cui ci troviamo.

C’è qualcosa di te, quando non scrivi, che ti va di condividere con noi… per svelarci un po’ del tuo privato?

Scusa, ma se lo scrivo che privato sarebbe?

D’accordo, allora… progetti per il futuro?!

Sicuramente continuerò per questa strada, , perchémi piace scrivere poesie e anche racconti e storie per poter far scorrere le mie emozioni, i miei giochi, le mie passioni. Ho vari progetti in corso di realizzazione. Sto ultimando una nuova silloge poetica e vorrei proseguire nella stesura del mio primo romanzo. Spero di poter continuare a scrivere perché sento che ho veramente ancora tantissime cose da dire.
Grazie mille Rossana per avermi dato questa opportunità di far ascoltare la mia “Voce”!

Grazie infinite per essere stata con noi e a prestissimo, quando sarai di nuovo qui per raccontarci delle tue nuove iniziative!
Roxie 




(Ricordo a chiunque volesse avere il suo spazio/intervista su questa stessa pagina che mi può scrivere a: info@roxieplace.com)

lunedì 8 ottobre 2012

Intervista a Deborah Scollato



Sono felice di introdurvi, oggi, la giovane scrittrice Deborah Scollato.
Benvenuta, Deborah!

Deborah Scollato
Innanzitutto, ti va di raccontarci chi sei? Qualcosa che ci possa far comprendere il tuo mondo?

Ciao Roxie, grazie del tuo tempo e dello spazio dedicatomi per questa intervista. Il mio mondo... ho una vita molto semplice e piuttosto comune, vivo insieme a mio marito dall’età di diciannove anni e all’età di 24 anni ho avuto mia figlia, finito il periodo di maternità mi sono licenziata dal lavoro come operaia che avevo per occuparmi di lei. Io sono originaria dell’Isola D’Elba mentre mio marito del basso mantovano, dopo un breve fidanzamento a distanza di dieci mesi mi sono trasferita nel suo paese, qui non avevo nessun familiare che potesse aiutarmi con la bimba dato che mia madre viveva ancora sull’isola, mentre mio padre ci aveva abbandonate quando avevo circa otto anni; invece per quanto riguarda i miei suoceri anche se sono persone più che disponibili non sono ancora in pensione e lavorano entrambi, per cause di forza maggiore, sono diventata una mamma a tempo pieno e la cosa non mi dispiace affatto. Adoro giocare con la mia bimba e adesso che ha tre anni posso condividere con lei le passioni che abbiamo in comune come disegnare, costruire strani oggetti in stile art attack e fare ricette semplici dove lei può aiutarmi ma soprattutto ho ritrovato il tempo che il lavoro in fabbrica mi aveva tolto, per scrivere ed approfitto di ogni suo riposino e del tempo che trascorre all’asilo per dedicarmi a questa passione.

Sei diventata madre, all’età di 24 anni. Un’esperienza che deve aver contribuito alla tua scelta di scrivere favole… oppure no?

Direi che è stata veramente decisiva, mi è sempre piaciuto scrivere racconti fantasy e non avrei mai pensato di scrivere favole. Dopo la nascita della bambina, mi ero ripromessa che le avrei trasmesso l’amore per la lettura e ancor prima che compisse un anno le leggevo quei piccoli libri di cartone anche se lei più che ascoltarli preferiva mordicchiarli, comunque rileggendo le favole più comuni che ognuno di noi conosce mi sono resa conto che oltre al messaggio esplicito di credere nei propri sogni ne usciva fuori anche un secondo un po’ più nascosto e magari visibile solo a una pignola come me, cioè molte di queste storie parlano di belle ragazze gentili e sfortunate che potrebbero cambiare tutto semplicemente dicendo “Basta, tutto questo non è giusto vado a inseguire un futuro migliore” ed invece no, stanno li felicemente sottomesse e accettano ogni tipo di cattiveria finché non trovano un principe che se le sposa e le porta via… beh, come immagine femminile, la trovo veramente triste così mi sono detta è ora che le principesse si rimbocchino le maniche e invece di aspettare qualcuno che se le sposi facciano tutto il possibile per cambiare il loro destino ed è con questo scopo che ho iniziato a scrivere favole.

Come hai deciso di aprire il tuo “cassetto dei sogni” e di provare a pubblicare quello che è diventato il tuo primo libro?

Fino all’anno scorso non possedevo nessun tipo di computer infatti anche il manoscritto originale del racconto che ho appena pubblicato è scritto a mano su dei quaderni, mi piaceva scrivere a mano però effettuare le correzioni non era proprio il massimo… così mi sono decisa a comprare un notebook e come fanno molti tra le prime cose che ho fatto mi sono registrata su un social network, durante la registrazione nel paragrafo degli interessi e degli hobby scrissi: “scrivere, scrivere favole” e questa cosa suscitò molta curiosità tra i miei contatti che iniziarono a chiedermi perché non provavo a pubblicare qualcosa, io non li presi molto in considerazione. La ragazza di provincia amante della scrittura che invia uno dei suoi manoscritti a un editore e viene subito pubblicata, mi sembrava la trama di un film dozzinale e già visto. Poi un giorno, Nicole, questo il nome della mia bimba ha trovato il quaderno dove avevo scritto e illustrato “Margherita e la nave di cristallo” e incuriosita dai disegni mi ha chiesto di leggerglielo, rileggendolo mi sono resa conto che la storia era proprio carina e che se l’avessi riscritta con il computer avrei potuto apporvi alcune migliorie. Ogni sera, appena si addormentava, mi mettevo a scrivere e l’ho modificata, correggendone gli errori ed aggiungendo nuovi dettagli. Al termine del lavoro, ero veramente soddisfatta ed in quel momento l’idea di provare a farlo valutare da qualche editore iniziò a farsi più reale, iniziai a cercare i contatti delle varie case editrici e ad informarmi sul materiale di cui avevano bisogno, dopo di che lo inviai a tutte, dicendomi che al massimo mi avrebbero detto che non erano interessati e sinceramente ero convinta che lo avrebbero fatto tutte. Avevo inviato il manoscritto solo per dare un ulteriore senso a tutte le ore che avevo impiegato a scriverlo e quando, una dopo l’altra, mi ricontattarono con una proposta contrattuale sono stata la prima ad esserne stupita.

Margherita e la nave di cristallo
Ci racconti, quindi, del tuo primo romanzo, “Margherita e la nave di cristallo”?

Come ti ho già detto l’ho scritto inizialmente per mia figlia con lo scopo di trasmetterle dei messaggi importanti dietro una storia piacevole per un bambino ed il succo è proprio questo… Margherita insegna ai bambini ad essere coraggiosi, a lottare per i propri obiettivi, senza però mettere i piedi in testa ad altri per farlo, a capire che la gentilezza al contrario dell’arroganza ripaga sempre ed insegna ad essere solidali con il prossimo in una favola dall’inusuale mondo in stile fantasy tra orchi, fate, sirene e tante altre creature.
Margherita è un’orfana che viene cresciuta dalla domestica di una ricca signora, una sera una nave di cristallo la conduce in questo mondo fantastico e lei con coraggio affronta la missione che le viene proposta, durante il cammino tra scenari sempre diversi si imbatte in missioni di vera e pura solidarietà che non hanno molto a che fare con il vero scopo del suo viaggio ma che lei affronta senza tirarsi indietro. Ho messo in questo libro tutti i valori morali che spero mia figlia metterà in pratica nella sua vita.

A chi suggeriresti di leggerlo, se dovessi indicarci un target di lettori?

Lo consiglierei ai bambini dai 7 ai 10 anni oppure agli adulti che, come me, amano questo genere di storie, però, ti dirò, mia figlia che ha quasi quattro anni spesso mi chiede di leggerglielo anche se naturalmente non riusciamo mai ad arrivare alla fine… è ancora troppo lungo per la sua età e poi secondo me è un libro più piacevole da leggere che essere ascoltato in modo che il bambino possa volare totalmente con la fantasia in questo mondo incantato.

Pensi che continuerai sulla strada delle favole o che cambierai rotta, per i tuoi prossimi lavori?

Ho già scritto un secondo libro sempre per bambini e l’ho mandato da pochi giorni a far valutare, quindi incrociamo le dita. In questo preciso momento sto scrivendo un fantasy per ragazzi e adulti, è quello il genere che amo però non mi sento di dire che non scriverò altre fiabe o novelle anche se “Margherita e la nave di cristallo” la classificherei come un fantasy per bambini.

Progetti per il futuro, quindi?

Il mio progetto futuro è questo libro fantasy che sto scrivendo, sto mettendo nelle sue pagine tutta me stessa ed ogni volta che rileggo i capitoli già scritti ne sono molto orgogliosa e magari potrei anche farlo diventare una saga, invece di un solo libro... le basi per farlo non mancano.

Grazie infinite per essere stata con noi e appuntamento alla tua prossima avventura editoriale!
Roxie




(Ricordo a chiunque volesse avere il suo spazio/intervista su questa stessa pagina che mi può scrivere a: info@roxieplace.com)

sabato 6 ottobre 2012

"Un pubblico di stelle... sorride"!!!

Ci siamo... si riparte!
Un pubblico di stelle... sorride

L'emozione è sempre la stessa... anche se nuova. 
Ogni volta, è come la nascita di una creatura, la tieni dentro di te per mesi, la esprimi con la scrittura e infine, la vedi venire alla luce e la condividi con il mondo intero. Con orgoglio... con gioia, con tutti i dubbi che comporta e la speranza di regalare parte delle emozioni vissute con i personaggi nella tua testa e nel tuo cuore, a cui hai dato parte della tua anima.
Mi auguro possano tenervi compagnia, nel prossimo futuro... mi auguro possano farvi innamorare e mi auguro di incontrarvi ad una delle presentazioni che organizzeremo, nel prossimo futuro!

Runa Editrice - Nuove uscite
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