domenica 10 febbraio 2013

"Una favola per Asia" debutta a Milano!



Vi aspetto, con immensa gioia e molta emozione, amici miei... so per certo che potremo condividere una serata da ricordare!


Per informazioni sull'evento: info@roxieplace.com


giovedì 7 febbraio 2013

Intervista a Viviana Picchiarelli


E’ nostra ospite, oggi, la scrittrice Viviana Picchiarelli.
Benvenuta, Viviana!

Viviana Picchiarelli
Nella tua biografia, si legge che rispecchi in maniera quasi imbarazzante i tratti distintivi del tuo segno zodiacale, l’Acquario. Ci racconti, quindi, come sei?

Grazie mille, Rossana! Vediamo un po’, da dove posso iniziare per raccontarvi qualcosa su di me? Sicuramente sono una persona sincera, mai ipocrita, nel bene e nel male, altruista e mentalmente dinamica, insofferente alle imposizioni e ai legami che soffocano, tendenzialmente ansiosa e ansiogena. Pretendo tanto, forse troppo da me stessa, sono poco indulgente e mi aspetto molto anche dagli altri e quando le aspettative vengono tradite non mi vergogno a dire che il rancore e il risentimento la facciano da padrone. Come la maggior parte degli Acquario, poi, sono inevitabilmente vanitosa, amo i complimenti e gli apprezzamenti, sempre, però, con un retrogusto ironico che mi consente anche di prendermi in giro.

Quali sono le tue passioni più grandi?

Nasco “ballerina”, nonostante un fisico non propriamente all’altezza (forse sarebbe meglio dire “alla magrezza”), ma  a causa di qualche problema di salute, ho dovuto appendere le punte al chiodo. Parliamo di quasi vent’anni fa ormai e da allora ho cercato dei “surrogati” per placare la mia febbre da palcoscenico: salsa, merengue, tango, flamenco, liscio, ma senza riceverne in cambio la soddisfazione sperata. Parallelamente ho coltivato un amore viscerale nei confronti dei libri, prima come lettrice e quindi come autrice.

Sei imprenditrice nel campo dell’internazionalizzazione e della localizzazione linguistica. Di cosa ti occupi?

Mi occupo di traduzioni, interpretariato, consulenza per l’internazionalizzazione. Sono socia di un’azienda, la Verto Group Srl, che supporta grandi gruppi industriali, PMI, enti pubblici e privati a posizionarsi sui mercati esteri.

Alcuni tuoi racconti sono stati pubblicati nelle raccolte antologiche TRACCE a cura di Costanza Bondi (Bertoni Editore), KRONOS (Onirica Edizione) e L’ANTOLOGIA DELLA STRONZA (Occhi di Argo Editore), 77, LE GAMBE DELLE DONNE (Braviautori.it – di prossima pubblicazione). Vuoi raccontarci qualcosa in particolare, magari, di un paio di questi racconti?

Sono tutti racconti a cui sono particolarmente legata, il caso ha voluto che in ognuno di essi raccontassi di donne, della loro straordinaria natura, sfaccettata e poliedrica, delle lotte quotidiane che devono affrontare, talvolta anche contro se stesse. I diversi progetti, poi, mi hanno permesso di mettermi alla prova con diversi generi, da quello drammatico a quello introspettivo, passando per quello ironico.

Reale virtuale
Nel 2012, hai pubblicato “REALE VIRTUALE – RITRATTI DI DONNE NELL’ERA DIGITALE”, a cura di Costanza Bondi (Bertoni Editore), dieci storie di donne che intrecciano i propri ritratti con la tecnologia. Ce ne parli?

Volentieri! Si tratta del primo progetto interamente firmato da me, dieci racconti di donne che intrecciano i propri ritratti con la tecnologia, presenza talvolta discreta, talvolta ingombrante, ma rispetto alla quale, sostengo da un po’, non è più possibile sottrarsi completamente. Il fil rouge della tecnologia, però, è servito principalmente per trovare un filo conduttore che mi consentisse di affrontare tematiche sempre attuali declinandoli in un’ottica contemporanea, in cui si fa fatica a distinguere i confini tra il reale e il virtuale.

Programmi per il futuro?

Nell’immediato, parteciperò a un’antologia poetica in occasione dell’8 marzo, sempre edita da BERTONI EDITORE. Con Costanza Bondi, fondatrice e coordinatrice del gruppo letterario delle WOMEN@WORK, marchio con il quale ho voluto pubblicare il mio libro, stiamo, poi, lavorando a un nuovo progetto: un concorso letterario per racconti brevi dal titolo “LE VENE VORTICOSE – Quando l’ironia è femmina”, anzi, se me lo permetti, colgo l’occasione per invitarvi a partecipare. QUI trovate tutti i  riferimenti. Personalmente, infine, sto progettando il prossimo libro, un romanzo corale e mi sto cimentando in nuovo genere, le fiabe per bambini, vedremo cosa ne verrà fuori…

Grazie per essere stata con noi e a rileggerci presto!

Grazie a te per questo spazio. A prestissimo!

(Ricordo a chiunque volesse avere il suo spazio/intervista su questa stessa pagina che mi può scrivere a: info@roxieplace.com)

lunedì 4 febbraio 2013

Intervista ad Antonella Sgueglia


Oggi è nostra ospite la scrittrice Antonella Sgueglia.
Benvenuta, Antonella!

Antonella Squeglia
Sei traduttrice Freelance di lingua inglese e ti occupi in modo particolare di testi tecnici e manuali. Ci racconti come hai intrapreso il percorso che ti ha condotto alla scrittura?

Grazie Rossana, per me è un piacere essere ospitata nel tuo blog. La passione per la scrittura è sempre stata presente nella mia vita, fin da bambina. Amavo scrivere favole, col tempo si sono aggiunte le poesie ma non avrei mai pensato di pubblicare un mio lavoro. In effetti, le favole che ho realizzato da piccola non le trovo più e le poesie le conservo gelosamente. L’anno scorso, invece, ho sentito un desiderio nascente di raccontare, di esprimere attraverso la scrittura ciò che serbavo dentro. Ho scoperto un mondo nuovo, una persona nuova capace di rendere in carne e ossa personaggi irreali ma verosimili.  


Hai vinto il concorso, indetto da Aletti Editore, “Verrà il mattino e avrà un tuo verso, X edizione” con la poesia “Seppur nascessi cento volte”. Ce ne parli?

Certo. Innanzitutto devo specificare che il concorso non premiava un’unica poesia ma diverse che venivano poi raccolte in un’antologia. Un giorno lessi di questo concorso e decisi di inviare una poesia che avevo scritto per mio marito – ancor prima di pensare di pubblicare i miei romanzi – perché ero sicuro che avremmo conservato il ricordo di quel libro con la nostra poesia in un posto unico della libreria dello studio. In quei pochi versi ho provato ad esprimere ciò che provo per lui e, ogni volta che la rilegge, è come se gli rivelassi il mio amore. La poesia per me è molto intima, per questo non pubblicherei mai una silloge; i romanzi, invece, non hanno nulla a che fare con il mio quotidiano, seppur accade di avere degli aspetti in comune con i personaggi ma questo solo perché cerco di delineare il maggior numero di sfaccettature nei vari protagonisti.

Cosa ti piace fare, quando non lavori e soprattutto, non scrivi?

Adoro passeggiare all’aria aperta, stare con gli amici e la bella gente, quella che ti regala un sorriso e non ti guarda mai con invidia o sfida. Mi piace cucinare, ho anche un blog di cucina, leggo tanto e molti autori mi contattano per ricevere il mio parere sui loro lavori. Ascolto musica, canto, vado al cinema e disegno. Ultimamente è troppo poco il tempo libero, sto seguendo un corso di tecniche di scrittura, editing e correzione bozze, collaboro con autori e riviste fornendo racconti e recensioni. Insomma, non sto mai ferma e, diciamocelo, noi “casalinghe” dobbiamo soprattutto tenere a posto la casa.

A scuola con portamento
Nel 2012 hai auto pubblicato, con KDP di Amazon, l’ebook per ragazzi “A scuola con portamento”. Di cosa si tratta?

“A scuola con portamento” è un romanzo per ragazzi, rivolto ad una fascia dai 9 ai 15 anni, ma lo consiglio anche alle ragazze più mature e alle madri che non riescono più a capire i propri figli. È la storia di Cri, un’adolescente di 14 anni che si ritrova senza difesa, le compagne della nuova scuola la prendono in giro e lei non riesce a ribellarsi. Teme, infatti, che sia una forma di razzismo, essendo lei mulatta. I suoi genitori sono separati e il padre è un semi-fantasma attaccato alle gonne delle donne. Si sente sola, nonostante abbia una madre e un’amica presente. È il racconto di una ragazza che sfida i suoi limiti, reagisce alle ingiustizie e vince. Frequentando un corso di moda, supera le sue insicurezze attraverso i consigli forniti che io ho voluto ricreare nel mio libro sia per alleggerire il racconto ricco di problemi sociali ma anche per consigliare le giovani di oggi che si lasciano distruggere da una critica infondata e si allontanano dai propri obiettivi chiudendosi in loro stesse. 

Programmi per il futuro?

In primavera uscirà un nuovo romanzo di narrativa femminile dal titolo “Dove osano le farfalle”, pubblicato con EMV Edizioni quindi comincerà per me una promozione diversa da quella svolta finora ossia anche offline. “A scuola con portamento” ha destato l’interesse di numerose case editrici che intendono pubblicarlo, quindi posso asserire che la mia sfida verso l’autoproduzione stia volgendo al termine, e ne sono soddisfatta. A fine anno uscirà un altro mio lavoro e ho già in mente una nuova storia. Per adesso voglio far conoscere i romanzi che tenevo per me e spero regalino tante emozioni ai lettori. 


Grazie per essere stata con noi, alla tua prossima avventura editoriale!
Roxie

(Ricordo a chiunque volesse avere il suo spazio/intervista su questa stessa pagina che mi può scrivere a: info@roxieplace.com)


mercoledì 30 gennaio 2013

Intervista a Laura Bellini


Oggi abbiamo con noi la scrittrice Laura Bellini.
Benvenuta, Laura!

Laura Bellini
Grazie a te, Rossana per ospitarmi nel tuo blog!

Il tuo percorso di studi superiori è stato scientifico ma ti sei presto resa conto di eccellere nelle materie umanistiche. E’ così che hai scoperto la tua passione per la scrittura?

A dire la verità la scelta del percorso scientifico è stata dettata solo dalla vicinanza del liceo a casa mia. Possiedo una pessima mente logica, mentre, fin da bambina sono dotata di una spiccata fantasia. Durante l’infanzia creavo storie orali, inventavo vite che facevano parte dei miei giochi e questa passione non mi ha mai abbandonata. L’idea di scrivere realmente qualcosa è nata quando ero già grandicella, al primo anno di università e da allora non mi sono più fermata.

Hai partecipato per due anni al torneo letterario indetto da GEMS. Ce ne vuoi parlare?

Amo questo torneo! Non solo ti da la possibilità di essere letto dalle più grandi case editrici italiane, ma ti permette soprattutto di confrontarti con altri scrittori. Si impara molto, ci si mette in discussione e si scoprono veri talenti. Il tuo romanzo viene lette, valutato e, a volte, fatto a pezzi, da lettori. Ci vuole molta umiltà, a mio avviso, per partecipare a questo torneo e tanta voglia di mettersi in discussione accettando le critiche altrui, che molte volte sono feroci e cercare di fare tesoro di quelle costruttive che possono realmente aiutarti a migliorare il romanzo che hai scritto. L’ultimo torneo mi ha vista arrivare semifinalista. Se avessi passato la selezione nei trenta eletti, non sono certa che avrei firmato un contratto per pubblicare in ebook, ma la soddisfazione è stata comunque tanta. E ora sono già pronta per ricominciare l’avventura con un nuovo manoscritto!

Cosa ti appassiona di più, a parte la scrittura?

Direi la lettura. Leggo più di quaranta libri all’anno, (ma non datemi ebook. Sebbene ne legga diversi per il blog che gestisco, non riesco ancora a considerarli veri libri), variando tra tutti i generi. Credo che un vero lettore debba appassionarsi alla storia e non al genere in cui è inserita. Certo, ho le mie preferenze, ma mi considero una lettrice onnivora.
Un’altra mia grande passione è la cucina. Se sono stanca, nervosa, afflitta, solo cucinare riesce a distogliermi da tutti i pensieri. Se poi devo farlo per molte persone, dalle venti in su, allora è ancora meglio!

Lavori come estetista e ti occupi dei tuoi due bambini. Come trovi il tempo da dedicare alla scrittura? Ci racconti una tua giornata-tipo?

Me lo chiedono in molti, ma non è facile rispondere. Non sono una wonder woman, quindi inevitabilmente qualcosa resta indietro nella mia giornata, ma ho imparato a organizzarmi abbastanza bene. 
La mia giornata tipo?
Mi alzo alle 7 per preparare i bambini e accompagnarli a scuola. Purtroppo abito un po’ lontano dal paese, passo in auto quasi un’ora e mezzo tutti i giorni…
Ho la fortuna di lavorare autonomamente, quindi se ho appuntamenti vado al centro, altrimenti posso tornare a casa. Faccio qualche faccenda, preparo qualcosa da mangiare e poi, finalmente, accendo il computer. 
I miei bambini sono autonomi, il grande ha 12 anni e la piccolina 5, quindi non hanno più bisogno di essere seguiti passo dopo passo e hanno ormai imparato che quando la mamma scrive non va disturbata!
Fra tutte queste cose riesco comunque a portarli a calcio o a danza e a passare il sabato pomeriggio con la mia migliore amica.
La sera, in genere è dedicata alla lettura, o più raramente alla TV. Mi soffermo davanti a quell’essere infernale solo se mio marito non è impegnato a guardare il calcio, e allora dedico un po’ di tempo anche a lui!

Consiglieresti a chiunque di intraprendere il percorso editoriale? E ci spieghi per quali motivi?

Pubblicare a ogni costo? Risponderei di no. Non è vero che si scrive per se stessi, o meglio, è chiaro che lo si fa per una propria passione, ma la voglia di essere letti da altri va soddisfatta. E per altri non intendo parenti o amici! Credo che però si debba cercare di essere obbiettivi con i propri lavori, non affidarsi a case editrici che pubblicherebbero anche il manuale di istruzioni del forno e che elargiscono complimenti a profusione facendoti sentire il nuovo Manzoni.
Penso sia necessario restare con i piedi per terra e avere il desiderio di mettersi continuamente in gioco. Di vitale importanza è crearsi un gruppo di volontari che leggano i manoscritti altrui e che siano spietati. Vedere strapazzata la propria creatura non è mai piacevole, ma dobbiamo ricordarci che a decretare il nostro successo è il lettore e quindi seguire i suoi consigli non potrà fare altro che farci crescere.
Dico che non si debba chiudere il proprio sogno in un cassetto, ma che si debba essere concreti e sinceri con se stessi.
A volte si scrivono cose, (è capitato anche a me), che è meglio lasciare archiviate in un file e riguardare ogni tanto, ma che restino un piccolo segreto fra noi e l’hard disck!

Il mondo dopo te
Il tuo primo romanzo, “Il mondo dopo te” (Butterfly Edizioni), ha visto la luce nel 2012. Ce lo racconti?

"Il mondo dopo te" è il quinto romanzo pubblicato, ma devo confessare che la bellissima esperienza editoriale con la Butterfly, mi ha fatto sentire come alla prima pubblicazione!
Ѐ un romanzo particolare che inizia partendo dalla fine delle vicende per andare poi a ritroso nel tempo. Ma non solo, passato e presente si mescolano per dare vita alla storia nella sua totalità. Inserirlo in un genere definito è difficile perché è un mix di caratteristiche: c’è l’avventura, l’amore, il fantasy, riflessioni sul mondo e sulla vita.
In ogni romanzo che scrivo amo sperimentare. Difficilmente seguo gli stessi schemi. Mi piace variare tempi e modi verbali, spaziare fra romanzi corali o raccontati in prima persona e questo romanzo è una vera sperimentazione. Non posso svelare altro, ma leggendolo vi accorgerete di quello che ho voluto dire!

Programmi futuri?

Il mio nuovo manoscritto è in valutazione alla Butterfly. In caso di esito positivo, spero di vederlo pubblicato a fine estate.
Parteciperò per la terza volta al torneo Gems con un manoscritto molto diverso dal solito e, sicuramente, continuerò a seguire il mio sogno di diventare una vera scrittrice!

Grazie per essere stata con noi e a presto, con nuove avventure editoriali!

Grazie di cuore a te, rispondere alle tue domande mi ha molto divertita. Ѐ stata una bella intervista!


(Ricordo a chiunque volesse avere il suo spazio/intervista su questa stessa pagina che mi può scrivere a: info@roxieplace.com)


lunedì 28 gennaio 2013

Intervista a Lucilla Leone


Ospite nel mio blog, oggi, la scrittrice Lucilla Leone.
Benvenuta, Lucilla!

Lucilla Leone
Nella vita, fai l’assistente all’infanzia. Quanto attingi, se lo fai, dall’esperienza professionale per creare le storie che scrivi?

Innanzitutto grazie Rossana per avermi dato l’opportunità di essere intervistata nel tuo blog molto popolare. Quando scrivo cerco di attingere un po’ dovunque, alla mia vita quotidiana e passata, alla mia fantasia soprattutto, alle storie che mi hanno colpita maggiormente ma forse molto poco alla mia esperienza professionale. Comunque adoro stare con i bambini, mi tengono viva e allenata.

Cosa fai, quando non scrivi?

Mi divido tra la mia vita in famiglia, i miei due splendidi bambini molto vivaci a cui dedico attualmente la maggior parte del mio tempo. Mi piace navigare in internet. E frequento un corso, proprio da pochi giorni, piuttosto impegnativo ma molto gratificante, per raggiungere la qualifica di Operatore Socio Sanitario: il lavoro nel sociale è fondamentale nel mondo moderno, e perfettamente in linea con la mia preparazione scolastica e lavorativa.

So che sei mamma, trovi difficile conciliare questo ruolo con quello della scrittura? Voglio dire… come e quando ti ritagli il tempo per dedicartici?

Questa è la vera difficoltà di una madre che ama scrivere come me. Si, in effetti è difficile. I miei figli hanno la priorità su tutto, quindi dopo aver pensato a loro, e quando sono beatamente addormentati nei loro caldi letti, riesco a ritagliarmi quelle tre o quattro ore per liberare la mente e posare le mani sulla tastiera del mio computer. 

Ci sono autori a cui ti ispiri e se sì, chi sono?

Quando scrivo sono esattamente me stessa. Ma se adoro il genere thriller/horror e il fantasy lo devo ai grandi Stephen King e Glenn Cooper per l’uno, e a Tolkien e direi anche Moorcock per l’altro.

Indio
Nel Gennaio del 2012, hai cominciato a scrivere il tuo primo romanzo. Si tratta di “Indio”, è un fantasy un po’ particolare o sbaglio? Ce ne parli?

Sì, in effetti chiunque lo abbia letto ha trovato difficoltà nel catalogarlo in un solo genere. Si potrebbe dire che è un thriller avventuroso con pennellate fantasy. Ho pensato al Canada del Nord come ambientazione, proprio per dare alla storia un tocco di fantasy. I profondi boschi di conifere e abeti, le immense pianure della Tundra cosparse di laghi… Insomma un luogo denso di mistero, dove Allyson Gordon, la protagonista, è proprio una sorta di eroina, che inconsapevolmente lotta contro il male tra momenti di paura, suspence e pericoli  imminenti dietro ogni angolo. E in questo consiste la parte thriller e avventurosa del racconto. Poi le sequenze nella città di New York lo arricchiscono dando una sferzata di caos cittadino alla quiete a volte inquietante della piccola cittadina di Churchill.

Progetti per il futuro?

Tanti. Un altro romanzo, del quale ho già iniziato la stesura, il completamento di questo Corso professionale e se gli impegni me lo consentiranno, una laurea in scienze dell’educazione. Ma io sono molto testarda e credo che nonostante gli impegni, lo farò. Inoltre seguo un blog che ho creato da pochi mesi, in cui aiuto come posso gli esordienti come me ad avere maggiore visibilità, quantomeno sul web. Il progetto è di farlo divenire Associazione Culturale e poter organizzare Concorsi Letterari Nazionali. Sicuramente arriverò anche a questo

Grazie infinite per essere stata con noi e a presto, con le tue nuove avventure editoriali!

Grazie ancora a te, Rossana, per la bella opportunità.

Figurati! Alla prossima occasione, Lucilla...
Roxie


(Ricordo a chiunque volesse avere il suo spazio/intervista su questa stessa pagina che mi può scrivere a: info@roxieplace.com)

lunedì 21 gennaio 2013

venerdì 18 gennaio 2013

Una favola per Asia



E finalmente, nasce!
Ogni romanzo che viene pubblicato, per me che li scrivo, è come un parto al termine di una nuova gravidanza... una creatura che viene alla luce e alla quale non posso che sentirmi enormemente legata!
Voglio ringraziare chi ha collaborato con me alla creazione di "Una favola per Asia"... la piccola protagonista della copertina, la mia adorabile modella Camilla ♥, il fotografo che l'ha immortalata, grandissimo amico e collaboratore in AFP, Maurizio Parietti, Barbara Miele, editore che ha creduto abbastanza in me e in questa storia da decidere che fosse meritevole di vincere il Concorso "Da donna a donna" del 2012 e quindi, di pubblicarla e il mitico Max Venegoni, della mia radio del ♥, Radio Monte Carlo, che mi ha fatto un preziosissimo dono, quello di scriverne la prefazione!
E allora, buona vita...

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