domenica 5 settembre 2010

La magia di questo "mestiere"


Come sapete tutti, mi pregio di essermi presa cura dell'autobiografia di ALberto Fortis, "AL Che fine ha fatto Yude?", insieme a Maurizio Parietti, edita da Aliberti e un paio di sere fa, ho avuto occasione di partecipare ad una nuova presentazione del libro, in quel di Diano Marina.
Tengo a condividere con voi questa esperienza perchè sto riflettendo su quanto ci sia di magico, nel fare lo scrittore (o come nel mio caso, nel provarci...). E' stata una serata colma di luce, di passione, di confidenza, di energia positiva... vissuta in compagnia di cari amici, alcuni nuovi, alcuni no e durante la quale ho avuto modo di incontrare persone colme di cultura eppure tanto semplici (come solo chi possiede la naturale signorilità può essere).
A questo, aggiungo che mi sono trovata per la prima volta a Diano Marina, cittadina veramente incantevole, così cara ad ALberto, così caro a me e che ho avuto il piacere di condividere dall'inizio l'intero evento con un'amica sincera, pulita come il mare di una volta e limpida come il cielo più terso di un'estate colorata, così come colorata è la sua anima.
Insomma, una di quelle serate delle quali vorresti sempre poter avere la fortuna di godere e soprattutto, tante emozioni che ho potuto immagazzinare, grazie alla fatica/magia letteraria di "AL Che fine ha fatto Yude?", avventura professionale ed umana durata quasi un anno e che continua, proprio con queste presentazioni, in giro per l'Italia.
Mi ritrovo a pensare a quanto debba alla passione di scrivere, che mi accompagna da quando ho imparato a farlo e che prosegue a farlo, con i sintomi e con le conseguenze di una malattia piacevole... perchè ci sono momenti in cui m'interrogo sulla strada che sarebbe meglio percorrere, magari, lasciandomi scoraggiare da ciò che sta molto spesso dietro al mondo un pò confusionario dell'editoria italiana. Poi, grazie al cielo, arrivano momenti come quelli appena descritti e allora, raccolgo tutta l'energia che possiedo, mi ricarico e mi riaccendo della luce che vedo riflessa sui volti e negli occhi dei veri amici e comprendo che non posso fare altro che continuare a scrivere.
Al di là della cattiveria umana, al di là dei dispiaceri, delle delusioni... perchè credo di doverlo a mio padre, che mi ha trasmesso questa grande passione, a chi crede in me e nella mia passione e naturalmente a me stessa.
In attesa della prossima magìa...