lunedì 14 gennaio 2013

Intervista a Jury Livorati


Il primo ospite del 2013, è lo scrittore Jury Livorati.
Benvenuto, Jury!

Jury Livorati
Nel 2009 ti sei laureato in Biologia Molecolare presso l’Università degli Studi di Parma. Hai lavorato come addetto vendite in un supermercato di articoli di elettronica di consumo ed attualmente, sei responsabile assicurazione qualità presso un’azienda di dispositivi medicali monouso. Ci racconti il tuo percorso umano e personale, attraverso il quale sei arrivato alla passione per la scrittura?

Come penso succeda a tutti gli amanti dei libri, la passione per la scrittura è stata una diretta conseguenza della passione per la lettura. Leggo da sempre, dall’età di cinque anni quando sfogliavo i fumetti Disney, ma i primi romanzi mi hanno catturato all’età di 11 anni. Un po’ per necessità scolastiche, un po’ per interesse personale, negli anni della prima adolescenza ho divorato libri a decine, prevalentemente di genere horror e thriller e prevalentemente del mio scrittore di riferimento, Stephen King. Proprio le emozioni derivanti dalla lettura, l’immedesimazione nelle vicende dei personaggi come fossero persone in carne ed ossa, la sensazione di nostalgia e distacco dopo aver sfogliato l’ultima pagina di un romanzo…  queste sono state le spinte a provare a lanciarmi nell’universo della scrittura.
Ho scritto il primo, infantile ma complesso romanzo tra i 13 e i 15 anni. Resterà per sempre nel cassetto, salvo casi eccezionali. Poi ho attraversato una fase di stand-by produttivo, tra i 15 ed i 18 anni, nel pieno dell’adolescenza. Ma successivamente ho iniziato un lavoro intenso, prima con la stesura di racconti, quindi col primo, vero progetto “maturo” che ha avuto come risultato il romanzo “M@rcello”. Da lì non mi sono più fermato ed oggi dedico gran parte del mio tempo libero (molto limitato, considerando che ho due figli piccoli) alla scrittura.

Dal 2000 sei membro attivo dell’Associazione Culturale Vecchio Borgo, ex “Quelli che il musical…”, che si occupa della realizzazione di musical in provincia di Mantova, Cremona, Parma e Reggio Emilia. Ce ne parli?

Il Vecchio Borgo è un gruppo come tanti, ma per me è una seconda famiglia. Se sono quello che sono, dal punto di vista prima umano che artistico, è grazie agli amici di questa associazione, nata prima come esperienza di oratorio, quindi sviluppatasi come progetto indipendente e con più alte ambizioni, sempre però nel contesto provinciale e senza scopo di lucro. Siamo amatori, ragazzi non professionisti – anche se molti lo sembrano, ma io non sono tra questi – pieni di energia e capaci di costruirci negli anni un certo nome ed un certo seguito. Riconosco a loro anche il merito di non avermi lasciato solo nella mia nuova esperienza letteraria, ma di avermi supportato in diversi modi, non ultimo l’aiuto per la prima presentazione ufficiale e la pagina a me dedicata sul sito vecchioborgo.org.

Con Lulu, hai pubblicato la raccolta di racconti “Paura, Paranoia, Pazzia” e con Boopen, il romanzo “M@rcello”.  Come mai, la scelta di auto pubblicarti?

L’auto pubblicazione non è stata una scelta, ma una necessità. Come ho scritto sul mio blog, quando arrivi a completare un progetto complesso come un romanzo pensi di aver superato l’ostacolo più grande. Poi cominci a fare ricerche su internet e scopri quello che ho definito il “mondo sommerso”: a scrivere sono centinaia e centinaia di persone ed il mondo dell’editoria è complesso in maniera inimmaginabile. In un contesto del genere è facile demoralizzarsi, cercare scorciatoie e farsi imbrogliare (vedi chi offre servizi a pagamento o le case editrici con contributo), ma la diffidenza mi ha aiutato a non cadere in trappola. La soluzione temporanea migliore mi è sembrata l’auto pubblicazione, tanto per vedere la mia opera su carta e per farla leggere a chi potesse darmi opinioni, consigli, critiche. Alla fine la tenacia è stata premiata e dopo “M@rcello” ho trovato un vero editore.

L'eredità
Veniamo al tuo nuovo romanzo “L’eredità” (0111 Edizioni). Ce ne parli?

“L’eredità” è il mio secondo romanzo, ma per me è come se fosse il primo: essendo stato pubblicato, avendo ottenuto il consenso di un editore che ha deciso di investirci, rappresenta il vero ingresso nel mondo degli scrittori emergenti. Per questo sto dedicando molti sforzi per la promozione, la presentazione, la diffusione. Quello che cerco non è notorietà nè guadagno, ma una serie di osservazioni da parte dei lettori per capire se devo continuare, se devo lasciar perdere, se devo lavorare su qualche aspetto in particolare.
Il romanzo è un horror-mistery, la casa editrice lo cataloga come dark-fantasy, ma non fa molta differenza. Rientra nel “filone Stephen King” che tanto amo e rappresenta un ritorno al mio genere d’elezione dopo la parentesi atipica di “M@rcello”. La trama la lascio a voi, si trova su qualunque sito, ma voglio sottolineare due degli obiettivi che mi sono prefissato nella stesura:
1) non volevo scrivere un horror banale, splatter, “visivo”. Preferisco trattare col contagocce gli elementi soprannaturali, inserirli in un contesto il più possibile realistico e plausibile, sia dal punto di vista della caratterizzazione dei personaggi che da quello della determinazione degli ambienti;
2) volevo inserire elementi dinamici legati al tempo, che è forse il tema principale del romanzo, strutturato con continui salti dai giorni nostri ad altre epoche, fino al 1400. Il finale stesso gioca fortemente col tempo. Mi piace dire che l’elemento “thriller” del romanzo prevede una serie di indagini “verticali”, ossia nel tempo, piuttosto che “orizzontali”, ossia nello spazio. 
Spetta a chi ha letto o leggerà il libro dirmi dove ho avuto successo e dove ho fallito.

Progetti per il futuro?

Non diventerò mai uno scrittore di professione, né uno scrittore famoso, né uno riconosciuto, né uno da più di 500 copie vendute. Ma intimamente sono orgoglioso di aver realizzato il sogno di una vita: essere pubblicato senza richiesta di contributi né obblighi di acquisto personale. Questa soddisfazione è da sola sufficiente ad infondermi la forza per continuare a scrivere, dedicando alla mia passione le ore notturne (quando i bambini vanno finalmente a letto). 
Nel concreto, ho pronto un manoscritto, primo volume di una trilogia fantasy (non dark e non horror), in cerca di editore. Spero di pubblicarlo entro i primi mesi del 2014 e di arrivare a ruota con gli altri due volumi (il secondo è già scritto in bozza). Ho poi in progetto una seconda raccolta di racconti ed idee valide per almeno 6 romanzi, ma ne parleremo in una prossima, eventuale intervista, se ti va.

Grazie per essere stato con noi, inaugurando il nuovo corso delle mie interviste! A presto e in bocca al lupo per tutto!

Grazie a te e a tutti coloro che, come te, cercano di aiutare noi poveri scrittori emergenti (che è la definizione da bicchiere mezzo pieno di “scrittori sommersi”) a mettere fuori almeno la testa. Mi permetto solo di invitare chiunque legga questa intervista a visitare e magari seguire il mio blog jurylivorati.blogspot.it e a mettere “Mi piace” sulla pagina Facebook de “L’eredità di Jury Livorati”. Non arrivo a chiedere esplicitamente di acquistare il libro o l’ebook, ma, se vi va, Google vi darà sicuramente una mano.


(Ricordo a chiunque volesse avere il suo spazio/intervista su questa stessa pagina che mi può scrivere a: info@roxieplace.com)

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