lunedì 4 marzo 2013

Intervista a Gastone Cappelloni



Oggi è con noi lo scrittore Gastone Cappelloni.
Benvenuto, Gastone!
Raccontaci chi sei e come è nata, in te, la voglia di scrivere.

Gastone Cappelloni
Cinquantacinque anni, sono nato e vivo a Sant’Angelo in Vado, in provincia di Pesaro e Urbino, paese di quattromila anime, ai piedi dell’Appennino Marchigiano, quinto di sei figli. Ho Iniziato a lavorare all’età di quattordici anni, in fabbrica, tipografia e proseguendo in un magazzino tessile fino al conseguimento della pensione, anche se raggiunta in, diciamo, giovane età, per motivi di salute. Voglia di Poesia, parola affascinante, nel cammino che intraprendiamo, nell’età primordiale. Tutti si nasce artisti; con la penna delle emozioni, nel taschino del cuore, chi non ha mai scritto, o interpretato il dolce racconto della propria vita? In noi il viaggio perpetuo di dolce, turbamento, ecco, noi saremo il tramite delle emozioni che amiamo, che ci invitano a farle rivivere. La voglia di scrivere, il pane della mia stessa esistenza, senza scrivere, e senza emozionarmi è vita a rendere, confinato nei tramonti che non mi apparterrebbero. La scrittura è il mondo che mi permette di respirarmi, senza domandarmi chi sarei. Amo scrivere, e confrontarmi con me stesso, ecco perché la scrittura per me è importante. E’ il non ripetere certi banali errori, confrontarsi chi sono, e perché lo sarei!

Petali di clessidra
La tua più recente pubblicazione è “Petali di clessidra”. Ce ne parli?

Il mio ultimo lavoro, “Petali di Clessidra” è il proseguimento di un viaggio introspettivo, iniziato con i precedenti volumi, un nuovo frammento di storie vissute all’ombra della vita stessa, analizzandomi e mettendomi in gioco, con le verità che appartengono all’intensità delle passioni, le mie. Ironico, indisponente, dissacratore, in me un concentrato forse, di cattiveria, ovviamente benevola, dove i valori sono la panacea predominante dello stesso lavoro. Indago, accuso, irrido, sempre nel rispetto di chi, come me, non ama dare consigli o accusare, ma non vuol dimenticarsi di essere vita, vivendo con accanto nell’imprescindibilità degli stessi valori. Poi, il titolo, è un inno a farci comprendere la bellezza della nostra esistenza. Poi, il titolo, sta in leggerezza di vita, goduta nel pieno dello stesso rispetto, che è la clessidra del tempo e ci ricorda di questa vita appena percettibile, forse lunga, ma subito alla fine.

Cosa suggeriresti ad un giovane che si accingesse a tentare la strada della scrittura?

Quale consiglio? Nessuno, solo di essere se stesso, non inseguire facili successi, o stravolgimenti caratteriali, solo per essere un numero senza valore l’arte della scrittura è in ognuno, sarà sufficiente amarla, dividerci gli umori, gli spazi, e soprattutto raccontarsi, in modo esaustivo, e sapete perché? Quando scriviamo, apparteniamo, di riflesso, agli altri. Gli altri sono noi stessi. Il fascino dello scrivere è il compimento del percorso che abbiamo alle spalle, anche se presente. Dico ai giovani, amate il bello della vita, cingetevi le emozioni di piacevoli avventure, i sogni vi appartengono, fate in modo che si realizzino con la realtà giornaliera. Siate qualità, non quantità. I giovani sono il futuro, in loro l’essenza di positivo proseguimento.

Progetti per il futuro?

Vivo la quotidianità ripensando a chi sono, in quale porto della vita, mi sono consacrato con la ricerca di essere l’Io. Di esistere in punta di fioretto. Non apparendo in modo appariscente, mi sono sempre soffermato a spiegarmi per quale motivo inseguire il “domani della stessa vita?” Dei giorni, se gli stessi non mi apparterranno. Sono fortunato, e realizzato per essere ancora in vita, grazie a quei valori che mi permetteranno di oltrepassare il muro del futuro stesso. A volte ci dimentichiamo di stare seduti al tavolo della vita, senza le dovute riflessioni, noi puntini senza futuro, nell’universo del mondo che dovremo vivere appieno. Nel prossimo futuro, spero di poter emozionare ancora i miei lettori, e quanti mi vorranno leggere, con l’ambizione nel voler trasmettere spaccati di vita vissuta, e da vivere, nel rispetto di chi ha perso il piacere di gridare a se stesso con orgoglio e dignità, che esiste!

Grazie per essere stato mio ospite, in bocca al lupo per tutto!
Roxie

(Ricordo a chiunque volesse avere il suo spazio/intervista su questa stessa pagina che mi può scrivere a: info@roxieplace.com)


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