martedì 2 ottobre 2012

Intervista a Rosa Maria



Con piacere, introduciamo oggi la giovane poetessa Rosa Maria.
Benvenuta, Rosa!

Innanzitutto, vorrei domandarti se ti va di raccontarci chi sei… 

Innanzitutto un caro saluto a te e un grazie per lo spazio che mi hai concesso. 
Sono una giovanissima donna, soprattutto una mamma  di due splendidi bambini, Serena e Marco ed essenzialmente un’inguaribile romantica, ecco quest’ultima è l’unica parola in cui mi identifico, per il resto non saprei descrivermi e poi preferisco siano gli altri a dire chi sono, io mi limito ad “essere” me stessa, nel bene e nel male.

Sei così giovane… quando hai cominciato a scrivere e soprattutto, a scoprire la vena per la poesia?

Mia madre lavora nella biblioteca comunale del mio paese, dunque sono cresciuta in mezzo ai libri. Ho iniziato a scrivere piccolissima, ho sempre amato esprimere ciò che mi ha emozionata positivamente o meno.
"Fare poesia" è guardare la realtà con occhio diverso, con sensibilità e profondità di sentimenti, è esprimere ciò che si prova con un linguaggio particolare, mi è sempre riuscito semplice più scrivere che parlare, forse proprio per via di questa mia “eccessiva” sensibilità.

Nel 2004 hai avuto il piacere di partecipare, come comparsa, al film  “Ti amo in tutte le lingue del modo” con la regia di Leonardo Pieraccioni, che tipo di esperienza è stata e la ripeteresti?
E’ stata una delle esperienze più “formative” della mia vita, la ripeterei con immenso piacere; può sembrare una cosa da niente ma anche quella ha contribuito al mio modo di guardare alle cose, ho scoperto che la grandezza delle persone sta nella semplicità e nell’umiltà, spesso nella vita, a me, come penso un po’ a tutti, capita di incontrare persone che avendo una carica di “prestigio”, se cosi si può dire o due soldi in tasca, si credono chissà chi e pensano di poter comprare il mondo, alla fine poi, spesso salta fuori la loro grande povertà, quella d’animo, invece ci sono persone in vista che nonostante ciò hanno i piedi per terra e sanno stare con le persone, con tutte, in questo caso mi riferisco a Pieraccioni, nei pochi giorni che ho avuto l’onore di girare con lui, ho scoperto appunto che la grandezza stava nella semplicità, ricordo che la sera in albergo ci mettevamo tutti nella hall e lui suonava la chitarra, è la sua passione e cantava con noi ragazzi.
L’altra cosa che mi è piaciuta tantissimo è stato visitare Il Vittoriale, la dimora del D’Annunzio, uno dei miei autori preferiti, dove abbiamo girato alcune scene.

Come trascorri il tuo tempo, quando non scrivi?

Raramente non scrivo, in genere lo faccio tutti i giorni, anche solo una piccola frase che poi andrà a comporre un racconto o sarà l’input per una poesia.
Quando non scrivo gioco con i miei figli, li porto al parco, leggo loro una favola o faccio fare loro dei lavoretti, amo che sviluppino creatività e fantasia, pensa, mia figlia ha 5 anni, adora disegnare, dipinge già su tela, io le traccio i contorni per evitarle sbavature e lei completa i disegni, il maschietto invece è un “futurista”, come gli dico io, non vi è un solo disegno identificabile, è tutto astratto ma ancora è piccolino, ha solo 3 anni.
Poi nel rimanente tempo, come tutte le donne, mi dedico alle faccende domestiche, al momento non sto lavorando, mi sto dedicando interamente ai miei figli e alla mia passione, anche perché il concetto di lavoro qua da me in Sicilia è molto relativo ma non voglio annoiarvi con la triste realtà lavorativa della mia zona. Dunque, bambini e passione… cosi trascorro il mio tempo.

Vuoto d'amore... scritto tra le righe del tempo
Quest’anno hai pubblicato una silloge, dal titolo “Vuoto d’amore... scritto tra le righe del tempo”. Come è nata e quali sono gli argomenti che tratti, in queste poesie?

E’ stata concepita nel tempo ma è nata per caso. “Vuoto d’amore…scritto tra le righe del tempo”, contiene componimenti scritti dal 1999 al 2012, è un diario in versi, molti degli scritti all’interno infatti li ho recuperati dai miei diari adolescenziali.
Come dicevo prima scrivo da sempre, l’idea di pubblicare nasce quest’anno, molti contatti facebook mi invitavano a provare, allora mi son detta “perché no, se i lettori si emozionano, tanto male non sono…” e cosi è andata.
E’ una poesia di confessione, poiché racconto i dolori, le delusioni, le lotte con il mondo esterno nonché quelle fatte con la mia interiorità ma nella chiusa, rivelo il mio modo di essere, facendo comprendere che conosco bene me stessa e raccontandomi, mostro quelle parti, dolci ed amare, presenti nell'anima. Una poesia introspettiva colma di autentico pathos!
La poesia ha la possibilità, come l'inconscio, di dire l'"indicibile".
In quest’opera, semplice quanto complessa, la poesia rispetta la grammatica dell'inconscio: nello spazio creativo esperienze, ancora balbettanti, si articolano sino a diventare comunicazione, il poeta trasforma i contenuti inconsci in parole.
Ha tanti aspetti l'amore, in questa raccolta dal titolo esplicativo che richiama il buio, il buio come mistero insondabile, come vuoto di certezze dove la ragione si smarrisce e rimane solo la forza inesplicabile della passione. L'amore è ricerca e perdita, tormento ed estasi, gelosia e confusione ma soprattutto paura...  di non farcela, di non essere amati, di essere lasciati, di non capire e non essere capiti, di non saper scegliere. Un "diario intimo" provocante e originale, che esplora tutte le sfaccettature dell'essere in due, dell'amarsi e del perdersi.
Inoltre è un “elogio” all’io e un invito a seguirlo, sempre e comunque.

A chi suggeriresti di acquistarla e per quale motivo?

La suggerirei a chi ha un animo particolarmente sensibile e riesce dunque ad emozionarsi con le piccole cose, quelle vere. I componimenti al suo interno prima di essere poesia sono vita vera, dolore e amore, dunque la consiglio solo a chi ha voglia di emozionarsi sul serio.
E' strano come io, poco incline come sono a parlare di me, nel rivolgermi al pubblico, mi lasci travolgere dall'impulso autobiografico.
Il vero è che quando getto al vento i miei fogli, non mi rivolgo ai molti che metteranno da parte il mio volume, ma ai pochi che lo capiranno meglio di quanto non lo possano fare gli amici o la famiglia... come se il libro dall'altro capo del mondo potesse trovare una natura simile alla mia  e compiere il suo ciclo di esistenza...

Progetti per il futuro?

Tanti, per adesso vi anticipo che ho completato il mio romanzo, farà da seguito a quello che lo precede e si intitolerà “Nudo d’anima….la mia storia tra le dita”, più che un romanzo autobiografico è un memoir, nella quale i fatti narrati non seguono una sequenza temporale ma emotiva. Racconterà di una bambina che parlava con i fogli, di una donna che si conoscerà partendo appunto dalla bambina che era stata… racconterà di un grande amore, uno di quelli che il mondo definisce “peccaminoso”, un amore che entrerà in conflitto con le convenzioni sociali e una giovane donna, di appena 24 anni sfiderà il mondo per quel suo “peccaminoso” amore, a dimostrazione che non è merce di scambio e soprattutto che non esistono amori sbagliati o peccaminosi ma solo amori.
A far da sfondo alla storia d’amore ci saranno le problematiche socio culturali ed economiche del mio paese, di una regione e dell’intera Italia.
Mi auguro di farlo uscire entro la fine dell’anno ma soprattutto, mi auguro che giunga al cuore della gente il messaggio che contiene.

Grazie per essere stata con noi e appuntamento a prestissimo, con le tue prossime opere.
Roxie 



(Ricordo a chiunque volesse avere il suo spazio/intervista su questa stessa pagina che mi può scrivere a: info@roxieplace.com)

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